La storia

Borgata ai piedi delle ultime colline occidentali, presso la riva sinistra del fiume Oglio, poco a valle dalla sua emissione dal lago d'Iseo, tra il fiume e le pendici del monte Alto. Il nome deriva probabilmente da Capreulus (capriolo). Secondo altri dal cognome della famiglia Caprioli. La posizione del castello ha fatto pensare ad un castelliere preistorico e certo il luogo fu conosciuto all'epoca Romana, anche se poche o nessuna traccia ci è rimasta. La borgata viene nominata per la prima volta in un documento dell'879. Nel secolo IX - X venne edificato il castello che fu poi concesso in feudo alla potente famiglia dei Lantieri di Paratico. Antemurale della provincia di Brescia, verso il Bergamasco, il Castello fu con quelli di Palazzolo s/O, Paratico, Muzziga e Venzago uno dei capisaldi delle lotte feudali e per le acque del fiume Oglio, durate a lungo fra Bresciani e Bergamaschi. Dopo una pausa iniziata con la pace che venne firmata proprio a Capriolo il 20 agosto 1198, tali lotte ricominciarono e il castello entrò nel sistema di difesa del territorio bresciano. La sua posizione ne fece un baluardo sulla Valle di Calepio, sulla zona collinare di Paratico e sulla accidentata pianura di Palazzolo s/O. Numerose vicende belliche interessarono poi il Castello e il Paese.

A metà del secolo XIII il Castello fu assediato e conquistato dal Conte di Fiandra, che come rappresaglia all'impiccagione di uno dei suoi uomini, ordinò una strage del presidio e degli abitanti. Elia Caprioli vuole che fra gli scampati vi fossero Ughetto Obrese e Lotterengo de Goziis, i quali, rifugiatosi a Brescia, avrebbero dato origine alla famiglia Caprioli. Durante il dominio di Filippo della Torre (1256), Capriolo con gli altri castelli, riunite le milizie, ne offrirono il comando a Oberto Pallavicini da Cremona, capo dei ghibellini lombardi. Raccolti armati in alcuni castelli della Franciacorta, questi si incontrò con le truppe di Carlo I di Francia in una furibonda battaglia sotto il castello di Capriolo. I ghibellini vollero stravincere appiccando alle mura del castello il fuoco. Ciò scatenò l'esercito francese che centuplicò la forza di attacco, facendo strage e seminando il terrore.

In seguito Capriolo entrò a far parte della Quadra di Palazzolo. Nel 1268 il castello subì per mesi l'assedio dei Della Torre e venne da essi occupato dopo strenua resistenza. Tolto ai Veneziani nel 1438 dal Picinino, il paese venne riconquistato dall'esercito veneto nel 1441. Durante la guerra Francia Spagna - Impero, a Capriolo si stanziarono a lungo le truppe svizzere.

Dopo essere stato nel 1516 in balia delle truppe francesi del Lautrech nel 1521, sotto l'incalzare delle truppe di Prospero Colonna, gli abitanti di Capriolo dovettero fuggire sui monti, senza però che esse facessero molti danni. Nel 1529 si ribellarono alle angherie delle truppe imperiali e buttarono un buon numero di soldati in un burrone. Il castello o Rocche che il Da Lezze vide nel 1610 "derocata antiqua e destrutta con le sue muraglie" venne ceduta sulla fine del 1600 alle monache che, trasferitesi qui dall'isola delle Grazie di Venezia, il 18 settembre 1694 abitarono il convento eretto dal 1692 in poi. Nel 1812 il convento passò poi alle suore Orsoline. Il dominio veneto segnò un periodo di pace, disturbato tuttavia da gravi epidemie e da periodi di crisi economica. Anche il periodo della rivoluzione giacobina bresciana e napoleonica incise sulla vita di Capriolo. Pacifica fu la vita di Capriolo anche sotto il dominio austriaco, tanto che venne edificata a Ferdinando I la palazzina comunale edificata nel 1838.

Il comune fu dominato dapprima dagli elementi liberali, appartenenti alle famiglie più in vista della nobiltà locale, fino a quando, sulla fine del secolo XIX, comparve sulla scena una borghesia forte e attiva e il movimento cattolico, di cui fu principale promotore il prevosto Luigi Minelli, che si sviluppò parallelamente al movimento industriale e che espresse una società di mutuo soccorso "La Formica" (1885), una società operaia (1883), una cassa rurale (1896), ecc.

Lo sviluppo economico sociale è indicato nel 1909 dalla costruzione dell'edificio scolastico ampliato poi nel 1935 e sostituito da un nuovo complesso costruito nel 1972.

Capriolo conobbe la violenza fascista. Parroco e curato vennero catturati il 2 dicembre 1922 da una banda fascista; vennero però liberati a furor di popolo, accorso con tridenti e fucili da caccia.


(tratto da Capriolo Franciacorta - Vivi la Città)